martedì 31 maggio 2016

Petits Papiers - Mad et Len


Petits Papiers è stato il primo amore dell'incontro con Mad et Len. Ne ho la bugie apothicaire nell'urna opera di un fabbro artigiano, e ne vorrei il profumo per me, in cui avvolgermi come una nuvola misteriosa.
Sa di aroma di carta con una nota amara mandorlata, e di benzoino che dona una profumo vanigliato resinoso persistente e morbido, i legni e resine balsamiche lo rendono assuefacente, non si smetterebbe mai di annusarlo...
Anticamente il benzoino veniva usato anche per pratiche esoteriche, e questo forse spiega il grande magnetismo di questo profumo.
Per me rappresenta un incontro, un grande amore, la forza di rialzarsi, il diventare completi in se, per offrirsi al mondo, inattaccabile.
E' un profumo sensuale e morbido, fatto di dolcezza di tenera carne e di occhi spalancati sugli occhi dell'altro.


Petits Papiers (Mad et Len) - 2011 - Floreale  (Alexandre Piffaut - Sandra Fuzier)
Carta d'Armenia, Benzoino, Resine Balsamiche, Legni, Fumo



lunedì 30 maggio 2016

Figue Noire - Mad et Len

Figue Noire è l'altro parfum de chambre di Mad et Len che sono riuscita ad accaparrarmi da una svendita. Totalmente differente da Tabac d'Amsterdam (ora chiamato Havana), Figue Noire si apre con forte odore di erba appena tagliata, e con il profumo che scaturisce quando si stropicciano le foglie del fico. Dopo poco subentra la nota olfattiva gustativa della pelle del fico, sembra di sentirlo sul palato, quel sapore odore lattiginoso pungente verde erbaceo della buccia del fico verde.
Continua così, trasformandosi sotto le narici, nel profumo più maturo del fico nero violetto, nella sua pelle, e nel frutto zuccherino che appare quando si lacera la buccia.
L'odore di latte di fico scompare piano piano e fa posto alla carne del frutto.
Polposa, dolce e sugosa. Aperta e invogliante, si offre alle narici adagiata sul tappeto verde delle foglie della pianta. E' la mixture di frutto succulento e di acerbo delle foglie che mantiene Figue Noire nell'orbita dei profumi non stucchevoli. Poi compare improvvisa la selvatica asprezza delle foglie delle more di rovo, che spesso crescono vicino agli alberi di fico e infine dei frutti che scoppiano in bocca come baci inaspettati.
E' un profumo d'ombra al sole, di muretti di sassi, di rumori di bisce tra gli sterpi, di fichi caldi di sole, mangiati appena rubati, di aspettative di torte di pasta frolla, crema pasticcera e frutta.
Cicale e silenzio di un pomeriggio d'estate.


Figue Noire (Mad et Len) - 2007 - Fruttato (Sandra Fuzier, Alexandre Piffaut)
Fico Nero

domenica 29 maggio 2016

Tabac d'Amsterdam - Mad et Len


Ho scoperto Mad et Len mentre cercavo un regalo per una persona speciale. Sapevo già che doveva essere qualcosa legato all'olfatto e nello stesso tempo un oggetto bello, di fattura artigianale con un richiamo archeologico, un oggetto che sarebbe potuto piacere ad Indiana Jones. E' stato così, che mi sono imbattuta nelle bugie profumate di Mad et Len, in quelle dentro l'urna fatta a mano.
I profumi meravigliosi che scaturivano da queste candele naturali erano un incanto, ma una attrazione irresistibile continuava a farmi respirare da quella indicata come "Petits Papiers" un aroma di carta d'Armenia e mandorla amara, benzoino e resine balsamiche morbide, assuefacente. Tanto da volere che fosse un profumo per me, in cui avvolgersi.
Talmente tanto che alla fine ho ricomprato l'ultima bugia anche per me.
Purtroppo il negozio che teneva questa linea, introvabile nelle profumerie, ha deciso di non tenerli più, ma per fortuna ha deciso di vendere gli ultimi pezzi con uno sconto fortissimo. E' così che ho potuto prendere Tabac d'Amsterdam e Figue Noire, profumi da camera, che rendono tantissimo anche sui vestiti. Nella loro confezione di vetro nero come ossidiana, l'etichetta da antica farmacia, il nebulizzatore retrò e la pompetta di stoffa nera con la nappa finale, sono una delizia anche per gli occhi e il tatto.
Tabac d'Amsterdam parte con una nota di miele e marmellata di rosa bulgara, quella che mangiavo da bambina, in vacanza nella ex Yugoslavia, fugace appare un sentore di liquirizia, che scompare e ricompare come in una spirale parzialmente nascosta alla vista. Dopo poco fa la sua entrata il profumo di tabacco, da pipa, molle, umido, aromatico, e poi secco come paglia al sole, in un continuo alternarsi tra queste due qualità umido secco, si sviluppa come piccole volute di fumo caldo.
E del fumo, della nota fumosa, è avvertibile una lievissima traccia, sottile sottile, come se arrivasse da lontano seguendo un percorso sinuoso come solo il fumo sa fare.
Dopo circa un ora, compare una nota di pelle scamosciata, come un sacchetto di pelle contenente il tabacco, ne mantiene il profumo mielato mischiandolo con la sua nota animale sottile. Il profumo si fa lieve e rimane aderente e caldo alla pelle.


Questi parfum de chambre sono talmente raffinati e complessi da poter essere usati anche sulla persona, e l'aver scoperto, come in un link invisibile, che il mio desiderio di trasportare queste fragranze dalla casa alla pelle ha avuto un seguito, mi spinge a cercare un nuovo luogo dove poter annusare tutte le fragranze, la tuberosa, i fiori d'arancio, l'ambra, il pepe di Sichuan, il ferro, il cuoio di Russia... e di poter indossare come eau de parfum le note olfattive di Petits Papiers.
La ricerca continua...


Tabac d'Amsterdam (ora Havana) (Mad et Len) - 2007 - Speziato Legnoso Aromatico (Sandra Fuzier, Alexandre Piffaut)
Tabacco, Miele

sabato 28 maggio 2016

El Born - Carner Barcelona

El Born è un quartiere di Barcellona, una città bellissima, viva e in fermento, giovane e piena di cultura e gioia di vivere, El Born si dipana tra edifici medioevali e moderni fluidamente. Anticamente quartiere commerciale e operoso, dove la vicinanza con il porto e le vie navigabili favorivano gli scambi, ora è il fulcro della vita giosa e rilassata, locali dove gustare specialità, pasticcerie e caffè, aperti fino al cuore della notte. Tra librerie antiche e negozi d'arte, è qui che Sara Carner ha portato il naso Jacques Huclier, per fargli respirare l'atmosfera di questo quartiere molto vivace e artistico. Figlia illuminata di una famiglia proprietaria di una azienda che lavorava la pelle, Sara Carner ha voluto trasfondere nella produzione dei profumi, la perizia e l'artigianalità artistica tipica della sua famiglia.
In El Born, si sente il respiro lieve del profumo della pelle di camoscio, che, come un morbido panno, accoglie i profumi che si respirano nel quartiere a cui si intitola. Caffè appena tostato, carta di libri antichi, liquirizia, miele, mandorle, vaniglia, cioccolato, frutta matura e carnosa, petali caldi di fiori sotto il sole, odore di pietre gotiche, profumo di selciato caldo.
E' avvolgente, confortante come un abbraccio lungo di un amico, è ritornare bambini nelle risate come campanellini d'argento, sensuale in maniera naturale e sottile, è un odore di pelle e con la pelle si fonde e lo puoi avvertire ancora dopo dieci, dodici ore.
Ti accompagna in questa passeggiata rilassata e ti fa sentire bene.


El Born (Carner Barcelona) - 2014 - Orientale Floreale Cuoio  (Sara Carner - Jacques Huclier)
Bergamotto di Calabria, Limone di Sicilia, Angelica, Miele, Fico, Eliotropio, Benzoino del Laos, Gelsomino Egiziano, Assoluta di Vaniglia del Madagascar, Balsamo del Perù, Legno di Sandalo Australiano, Muschio

venerdì 27 maggio 2016

Kashnoir - Laboratorio Olfattivo



Ho scoperto Laboratorio Olfattivo per caso, girovagando in un negozio dove ricordo tenevano le candele profumate di Mad et Len.
Subito mi colpì la varietà, 11 profumi completamente differenti tra loro, esperimenti di nasi diversi lasciati liberi di creare. Uno per uno li ho testati prima sui cartoncini e poi, come faccio sempre, quelli che più sento miei, sulla pelle. Appena arrivata a Kashnoir ho capito subito che era mio.
Un profumo come nessun altro, mai sentito, inusuale. potente, stordente, ipnotico.
Parte con una miscela di fiori e agrumi amari, sono fiori di carne e sole. Sbocciano sulla pelle e subito si amalgamano con il suo calore.
Se Daimiris è di una bellezza lunare, nascosto, sottile, asciutto e spigoloso come una chiesa gotica, come Artemide, Kashnoir è Afrodite, sensualità calda e di pelle, morbido e umido, solare, splendente, di una bellezza abbacinante, che lascia senza fiato.
Nella sua evoluzione, rimane sempre potente, la concentrazione al 20% di essenza aiuta molto, non è un profumo per timide, ha un raggio di azione molto ampio e una durata eccezionale, dopo un giorno e una notte è ancora percepibile, e sui tessuti, immutato. Si spostano leggermente e dalla stoffa emana ancora come appena spruzzato.
Sulla pelle, è un altra cosa, si modifica, compenetra, trasforma.
La lavanda, la rosa e i fiori d'arancio sono travolti dalle spezie e da resine vischiose. Dopo poco fanno la loro comparsa il benzoino, l'eliotropio e la vaniglia, che danno il via ad un viaggio magico, dolce ed assuefacente, non riconducibile a nessun profumo presente in natura, come nella profumeria prima che cercasse di imitare gli odori della natura puri.
In questo senso Kashnoir è fratello di Shalimar, di Poison, di tutti quei profumi opulenti, irregolari e stupefacenti come una perla barocca.
Dopo otto ore, è ancora li, l'assoluta di vaniglia, sulla mia pelle, sa di biscotti danesi al burro, non è la prima volta che mi succede con alcuni profumi la cui forte componente della vaniglia, si trasforma, facendomi dire da chi mi annusa il mattino dopo, sai di biscotti...
Con Kashnoir so di biscotti e calore di spezie, di fiore carnoso e leggermente amaro, di legni resinosi caldi. Mi annuso e non posso smettere.



Kashnoir (Laboratorio Olfattivo) - 2013 - Orientale Legnoso  (Cécile Zarokian)
Limone, Bergamotto, Lavanda, Coriandolo, Rosa, Fiori d'Arancio, Patchouli, Benzoino, Eliotropio, Vaniglia



giovedì 26 maggio 2016

Daimiris - Laboratorio Olfattivo


Appena si deposita sulla pelle, Daimiris è secco come una carta asciutta, è il primo impatto, poi magicamente dalla carta secca si sprigiona un aroma di pelle scamosciata cosparsa di zafferano, un odore caldo, animale, aromatico in maniera differente, fatto più di colore che di aroma, un odore toccante.
Il primo approccio con Laboratorio Olfattivo mi aveva orientato verso Kashnoir, un profumo opulento, come spesso mi sento io, quando sono in emanazione Afrodite. Ma c'è in me una seconda natura, chiamiamola Artemide, più silenziosa e timida, osservatrice e riflessiva, ecco Daimiris rispecchia perfettamente l'odore che ho quando sono in quella modalità. Sottile e che si può avvertire solo da vicino.
Dopo circa dieci minuti, dopo che la pelle ha scaldato il profumo fondendosi con lui, sale un profumo di petali di iris, setosi, quasi burrosi. Il profumo diventa morbido e di pelle, se ti avvicini puoi sentire l'aromaticità dei semi di cardamomo tuffati nel latte caldo, la soavità di un ambra secca ed elettrica, il profumo vellutato del camoscio. Caldo e asciutto.
Daimiris è il profumo della pelle di una dea lunare, boschiva e cacciatrice. Bella e fiera come Artemide, pura e senza corazza, completa in se stessa e per questo affascinante e ambita.
Ha il dono della leggerezza e dell'osservazione in silenzio, sembra sparita ma se annusi bene l'aria, sai che è li.




Daimiris (Laboratorio Olfattivo) - 2010 - Floreale Cuoio (Pierre Guillaume)
Zafferano, Cardamomo, Rhum, Burro di Iris, Camoscio, Ambra, Muschio


domenica 22 maggio 2016

Midnight Poison - Christian Dior






















Midnight Poison è uno dei tre profumi che condivido con la mia amica, gli altri sono Lust e La Pureté, come il primo ricorda me a lei, gli altri due ricordano lei a me. Ho sentito la prima volta Midnight Poison una sera che siamo uscite insieme, e subito mi ha affascinato la sua profondità amara.
Come tuffarsi di notte in un mare buio. Complesso, rotola sulla pelle e si amalgama con essa, creando un alone misterioso fatto di sensazioni oscillanti tra caldo e freddo, tra luce e oscurità. Per un attimo compare una nota dolce, quasi di marmellata di rose bulgare calda, poi viene inglobata di nuovo e ritorna l'amaro pungente, opulento e denso, avviluppante. Midnight Poison è un profumo non convenzionale, non riconducibile a nessun altro. Potrebbe benissimo essere indossato da un uomo, ma non ha le caratteristiche dei profumi maschili. E neanche di quelli femminili. E' a sé.
Una pietra dura traslucida, del colore della notte.

Midnight Poison (Christian Dior) - 2007 - Legnoso Cipriato (Jacques Cavallier, Olivier Cresp e Francois Demachy)
Agrumi, Mandarino, Bergamotto, Rosa Nera, Patchouli, Ambra, Vaniglia Francese, Legni Muschiati


giovedì 19 maggio 2016

Douce Amère - Serge Lutens


C'è un periodo dell'anno, all'inizio dell'estate, passando rasente le mura di una villa nascosta da un grande giardino, che si sente un profumo di un' erba aromatica, amara e fragrante. Mi sono sempre chiesta che erba fosse, non era riconducibile a nessuna delle erbe aromatiche usate in cucina o per profumare, eppure quel profumo di erba appena tagliata, misto ad un sentore metallico, fresco e amaro mi ammaliava. Rallentavo in macchina, la capote giù, riempiendomi le narici di quel profumo d'erba. Poi, un giorno, passeggiando in un giardino, sfiorando i cespugli di erbe, improvviso è salito verso di me. Era l'artemisia. Una pianta aromatica dalla quale, in una delle sottospecie, si ricava l'assenzio. Assenzio e artemisia si ritrovano in Douce Amère. La prima volta che lo provai non mi piacque. A distanza di anni, lo provo stasera, e lo trovo incantevole. Non ha la capacità stordente di altri profumi di Serge Lutens, è morbido, fresco e sottile. Rimane vicino alla pelle e si sviluppa da pungente a dolce amaro erbaceo in pochi minuti.
Le spezie, i fiori bianchi, i legni e le bacche di cui è composto non sono individuabili. Concorrono a creare, tutte insieme, questo profumo caldo dolce amaro di erba fresca scaldata dal sole. A tratti sembra di sentire la cannella e la sua pungente focosità, in alcuni momenti sembra di sentire la lattea morbidezza della mandorla amara.
Douce Amère è un piccolo gioiello nascosto dietro le mura di un giardino inondato dal sole.

Douce Amère (Serge Lutens) - 2000 - Floreale  (Christopher Sheldrake)
Artemisia Assenzio, Anice, Cedro, Cannella, Fiori di Tiarè, Gelsomino, Giglio Bianco, Vaniglia


mercoledì 18 maggio 2016

Fleurs de Citronnier - Serge Lutens


Appena spruzzato è come immergere il naso nel fiore del limone, asprezza dolce, freschezza appena sbocciata, una leggera carnosità tipica dei fiori bianchi, un odore frizzante che risale le narici fino alla radice del naso. Poi subentra la dolcezza estrema del miele, un odore caldo e vischioso, che amalgama tutti gli altri e li tiene ancorati. Le prime volte che l'ho provato, Fleurs de Citronnier mi respingeva, ora è la terza volta che lo testo, e comincio ad apprezzarne la spigolosità, anche se non mi fa dire: lo devo avere. Forse questa non affinità è dovuta alla massiccia dose di muschio, una nota che non amo e che sulla mia pelle non mi piace. Il muschio diventa predominante nel giro di pochi minuti, questo è un profumo che piacerebbe a chi da adolescente usava White Musk di The Body Shop, non perché sia simile, ma perché ne è l'evoluzione adulta. Femminile di quella femminilità asciutta e senza fronzoli, pulita, camicia bianca e pantaloni, niente o pochissimo trucco, assolutamente no al rossetto, vestiti a fiorellini o di cotone bianco, di taglio romantico, d'estate, sandali bassi, capelli lunghi con il cerchietto oppure corti e pratici.
Dopo dieci minuti, Fleurs de Citronnier si assesta a due centimetri della pelle, se lo si annusa da vicino è intenso, e lo rimarrà per moltissime ore, fino alla sera, fino al giorno dopo ancora una traccia, ma non si fa notare. Come una donna schiva e timida, si rivela solo quando ti permette di avvicinarla e si scalda.


Fleurs de Citronnier (Serge Lutens) - 2004 -  Orientale Floreale  (Christopher Sheldrake)
Fiori di Limone, Petitgrain, Neroli, Miele Bianco, Iris, Muschi, Storace, Tuberosa, Noce Moscata

Quattro Studi sulle Piume